IMPORT / EXPORT
MARLA #3.25
In un mondo di dazi e guerre commerciali non c’è di che preoccuparsi: alcuni prodotti non risentono la crisi e, anzi, sono sempre più ambiti negli scambi internazionali.
Che si tratti di prodotti che producono morte e distruzione, è secondario.
Se avete dei risparmi da investire vi suggeriamo di metterli in armi, pesticidi nocivi o schiavi.
Il ritorno sugli investimenti è garantito!
p.s. L’autore non si prende nessuna responsabilità per perdite finanziarie derivanti da investimenti sbagliati a seguito della lettura di questo numero di MARLA.
MA CHE BONTÀ!
Secondo quanto riportato dalla Fondazione Heinrich Böll nel 2023, le esportazioni di pesticidi verso i Paesi del Sud del Mondo sono in continuo aumento.
Anche di quelli che in Europa sono stati vietati perché ritenuti pericolosi per la salute e l’ambiente.
“Le cinque principali aziende agrochimiche, fra cui Bayer, BASF e Syngenta” spiegano Silke Bollmohr e Susan Haffmans “generano già più di un terzo delle loro vendite di pesticidi da principi attivi classificati “altamente pericolosi” da Pesticide Action Network (PAN).
Secondo l'OMS e la FAO, i pesticidi altamente pericolosi (HHP) presentano livelli di rischio acuto o cronico per la salute umana o per l'ambiente particolarmente alti. Per questa ragione, molti di essi non sono più autorizzati nell'UE”.
Eppure, come rileva Simone Fant su Materia Rinnovabile, “nonostante la loro nota pericolosità, da anni l’industria chimica europea esercita forti pressioni per continuare a esportare pesticidi pericolosi in paesi extracomunitari”.
La denuncia arriva da Corporate Europe Observatory, che nel report Deadly Exports analizza nel dettaglio come il lobbismo dei giganti della chimica stia ostacolando lo stop all’export di pesticidi tossici già vietati in Europa.
Insomma, quello che in Europa consideriamo dannoso per la salute , lo vendiamo ai paesi del Sud del mondo per produrre quegli alimenti che poi… importiamo e mangiamo in Europa.
Difficile capire a questo punto se si tratti solo di cattiveria o di semplice stupidità.
RESTIAMO UMANI
Un altro settore in continua espansione e che non sembra soffrire alcuna crisi è quello del traffico di esseri umani.
Come riportano le Nazioni Unite infatti “la tratta di minori, la tratta a scopo di lavoro forzato e quella per attività criminali obbligate sono in aumento, poiché la povertà, i conflitti e il cambiamento climatico rendono un numero crescente di persone vulnerabili allo sfruttamento”.
Il report pubblicato dall’UNODC rileva che le donne e le ragazze continuano a rappresentare la maggioranza delle vittime a livello globale (61% nel 2022). La maggior parte delle vittime minorenni di sesso femminile (il 60%) continua a essere trafficata a scopo di sfruttamento sessuale.
L’International Labour Organisation (ILO) stima in 236 miliardi di dollari all’anno i profitti illeciti derivanti dal lavoro forzato e dallo sfruttamento sessuale.
Lo sfruttamento sessuale è la vera forza di questo mercato, rappresentando il 73% dei profitti totali illeciti, pari a circa 172 miliardi di dollari annui, mentre le altre forme di lavoro forzato generano 64 miliardi di dollari.
Sempre l’ILO stima che nel 2021, ogni santo giorno, circa 27,6 milioni di persone siano state vittime di lavoro forzato e sfruttamento sessuale a livello globale.
INVESTIRE IN SICUREZZA
Un altro prodotto che non delude mai il mercato sono le armi, che Dio le abbia in gloria.
“A livello globale il volume di esportazione di armamenti è rimasto pressoché uguale tra 2020 e 2024 rispetto ai livelli del periodo 2015-2019”, spiega Andrea Siccardo su Altreconomia, “poiché l’aumento delle importazioni in Europa e nelle Americhe è stato compensato dalla diminuzione in altre regioni”.
Sempre Siccardo sottolinea come siano gli Stati Uniti i maggiori beneficiari della corsa al riarmo post invasione dell’Ucraina, “passando dal 35% al 43% del mercato globale, fornendo armi a 107 Paesi. Per la prima volta in due decenni, la quota maggiore delle esportazioni statunitensi nel periodo esaminato è stata destinata all’Europa (35%) piuttosto che al Medio Oriente (33%). Tuttavia, il principale cliente resta saldamente l’Arabia Saudita (con il 12% delle esportazioni di armi statunitensi)”.
Forse ha ragione Donald, noi europei siamo proprio patetici.
Il mercato delle armi è così vispo che la corsa alla ricerca e sviluppo di nuove tecnologie di morte non vede rallentamenti.
Il Jerusalem Post ci informa con tono trionfale che il 28 aprile l’IDF ha sparato il primo Bar Rocket, un nuovo razzo dotato di un “meccanismo di navigazione adattato ad ambienti di combattimento difficili e capace di colpire il bersaglio in tempi molto brevi”.
Questo nuovo portento tecnologico è prodotto da Elbit, gigante israeliano del settore degli armamenti, che nel 2024 ha registrato ricavi record pari a 6,8 miliardi di dollari, con un incremento del 14% rispetto al 2023.
A proposito di armamenti, due altre notizie mi hanno colpito particolarmente nelle ultime settimane: la prima rigurada la sottoscrizione di un accordo di collaborazione tra la nostrana Leonardo e la turca Baykar, guidata da Selçuk Bayraktar, genero del presidente Erdogan.
Come spiega il comunicato stampa “Le aziende – entrambe attualmente impegnate nello sviluppo e nella produzione di sistemi UAV (Unmanned Aerial Vehicle), sistemi elettronici, payload, C4I (Command, Control, Communications, Computers, and Intelligence), Intelligenza Artificiale, sistemi di missione integrati, attrezzature e servizi spaziali – garantiranno l’interoperabilità all’interno di ecosistemi multi-dominio”.
La seconda notizia rigurada sempre Leonardo, seppur indirettamente.
Martedì 28 gennaio, nella prestigiosa Sala della Lupa presso la Camera dei deputati, si è infatti tenuta la presentazione ufficiale della nuova Fondazione Leonardo e del suo nuovo Presidente, Luciano Floridi.
Floridi, fondatore e direttore del Digital Ethics Center all’Università di Yale, tra i massimi esperti internazionali nel campo della filosofia dell’informazione e delle trasformazioni digitali, avrà ora modo di guidare le attività della fondazione della più grande aziende di armamenti italiana, la stessa che sta sempre più puntando sull’applicazione di sistemi di AI nei suoi prodotti.
Così va il mondo.
PARLIAMO D’ALTRO: PRESENTE IMPERFETTO, FUTURO ALTERNATIVO
L’Italia negli ultimi anni ha visto arrivare una pioggia di finanziamenti europei, tra Fondi di Coesione e Pnrr.
Con il progetto AwareEU e grazie al lavoro di alcune giornaliste di inchiesta abbiamo cercato di capire se e come questi soldi sono stati utilizzati.
Vi aspettiamo per raccontarvi il risultato delle inchieste e per riflettere insieme ad esperte ed esperti su quale potrebbe essere il futuro per l’Unione Europea.
Che sia arrivato il momento di sperimentare soluzioni alternative, se non altro, per provare a sopravvivere?
Vi aspettiamo il 6 maggio dalle 18.30 al Rob de Matt, in via Enrico Annibale Butti 21 a Milano.
Registratevi per avere un drink in omaggio!



Se il nostro lavoro ti piace, supportaci con una donazione ❤️




